Parrocchia della Vergine
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  • Mag23

    Ricordiamo che l’orario delle Sante Messe rimane quello consueto:
    Sabato (prefestiva) ore 18:00
    Domenica ore 9:00 e ore 11:00.

    La Santa Messa domenicale delle ore 11:00 continuerà ad essere trasmessa in diretta streaming.

  • Mag19

    Giovedì 21 Maggio,ore 18.30, recita del S.Rosario in diretta streaming

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  • Mag18

    A partire dal 18 Maggio riprendono le celebrazioni con la partecipazione del popolo, accanto alla gioia per la possibilità di celebrare pubblicamente l’eucarestia serve essere consapevoli della necessaria attenzione alla sicurezza di tutti per evitare la diffusione del contagio e garantire una serena partecipazione.

    Ai fedeli è chiesta piena collaborazione e senso di responsabilità nell’applicare le seguenti indicazioni, per la tutela di tutti.

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  • Mag13

    Oggi pomeriggio alle 18.30, si celebra il S.Rosario in diretta streaming, in occasione della festa della Madonna di Fatima.

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  • Mag1

    Signore tu mi scruti e mi conosci

    Salmo 139 (138) (vv 1 – 13)

    Signore, tu mi scruti e mi conosci, tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo, intendi da lontano i miei pensieri, osservi il mio cammino e il mio riposo, ti sono note tutte le mie vie. La mia parola non è ancora sulla lingua ed ecco, Signore, già la conosci tutta. Alle spalle e di fronte mi circondi e poni su di me la tua mano. Meravigliosa per me la tua conoscenza, troppo alta, per me inaccessibile. Dove andare lontano dal tuo spirito? Dove fuggire dalla tua presenza? Se salgo in cielo, là tu sei; se scendo negli inferi, eccoti. Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare, anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra. Se dico: «Almeno le tenebre mi avvolgano e la luce intorno a me sia notte», nemmeno le tenebre per te sono tenebre e la notte è luminosa come il giorno; per te le tenebre sono come luce. Sei tu che hai formato i miei reni e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.

    Commento (Giovanni Nicolini)

    Questo Salmo sembra volerci dire come la nostra vita sia avvolta, amata, sorretta e condotta dalla Parola del Signore, nella nostra quasi totale inconsapevolezza! E non solo perché ci sono i nostri molti difetti! Ma semplicemente perché è Dio che si piega su di noi ed è addirittura doveroso essere certi che noi non sappiamo capirlo, né accoglierlo, né custodirlo…. L’invito è quello di trasformare in gioia e gratitudine l’inevitabile smarrimento del nostro non essere in grado di accogliere un dono troppo grande!
    Globalmente è necessario prendere atto che in questo Salmo, l’assoluto protagonista è il “Tu” di Dio. Si potrebbe dire che così, ovviamente, è ogni preghiera! Ma qui mi sembra si debba sottolineare lo stupore commosso del salmista che contempla la Persona e l’azione di Dio! Molte volte noi siamo preoccupati soprattutto di sapere come noi dobbiamo essere, e fare! Qui, invece, tutto è soprattutto ammirazione per come Dio è, e fa, con noi e per noi! Innanzi tutto, come ci conosce e ci osserva. Addirittura, come ci previene. Di tutto questo, al ver.6 “Meravigliosa per me la tua conoscenza, troppo alta, per me inaccessibile”, noi meravigliati lo lodiamo per una conoscenza per noi “inaccessibile”!
    Al punto che è impossibile sfuggire a questa presenza! Dappertutto Lui addirittura, appunto, ci precede. Cielo e inferi ed estremità del mare…dappertutto lo troviamo! E lo troviamo ad operare il bene per noi: “Anche là mi guida la tua mano e mi afferra la tua destra” (ver.10). E se l‘immagine delle tenebre vuol significare anche gli orizzonti negativi della nostra persona, e tentiamo di sfuggirgli: “Almeno le tenebre mi avvolgano e la luce intorno a me sia notte” (ver.11), il salmista dice: “Nemmeno le tenebre per te sono tenebre e la notte è luminosa come il giorno: per te le tenebre sono come luce” (ver.12). Dunque, nemmeno la nostra vita cattiva lo tiene lontani da noi!

    Per la riflessione personale

    Quante volte penso che sia soltanto mio lo sforzo di “trovare” Dio e invece è proprio Lui che mi scova perfino nelle mie tenebre più scure?
    Penso di essere arrivato ad un punto del mio cammino in cui non c’è più niente da conoscere sul Signore?
    Oppure mi metto in atteggiamento di ricerca, di stupore di fronte ad ogni suo piccolo gesto nella mia vita che mi permette sempre più di entrare in relazione con Lui?

     

  • Apr29

    Erano circa le quattro del pomeriggio

    Dal Vangelo di Giovanni ( 1, 35-39)

    Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro -, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.

    Commento (Marco Pozza)

    Il Battista sa di non essere lui quello che la gente va cercando appieno. Punta il dito, addita alla Verità, la battezza col suo nome: «Ecco l’agnello di Dio». E’ Lui che dovranno seguire e, dopo averlo seguito, continuare a seguirlo ancora: nella sorpresa di nuovi spazi, nell’inedito di nuove prospettive, nell’inaudito di inimmaginabili pretese. Ascoltano Giovanni ma seguono Gesù: hanno trovato un di più. Non è gente che s’accontenta. La Scrittura attesta che certe parole hanno fuoco sacro cucito addosso. Scagliate addosso, fanno rialzare gli addormentati: «Osservando che lo seguivano, disse loro “Che cercate?”».
    Capita sempre così: il mondo intero si fa da parte quando incontra un uomo che sa dove andare. E quell’Uomo la strada la conosce: un giorno dirà pure, esagerando come sarà suo solito, d’essere la Via/strada oltrechè la Verità e la Vita. Da qualche parte già s’intravede codesta pretesa fascinosa. Loro, seguaci di un Precursore affidabile, lo sanno. E Lui si volta: «Che cercate?». Mette le cose in chiaro da subito: il Rabbì non chiede “che cosa cercate”: è così Dio da sapere già Chi stanno cercando. Chiede lumi sul perchè di quel cercare: “Che cosa cercate? Che cosa sperate di ottenere seguendomi, gente?”
    Chiaro, netto, fulmineo: fra poco ci sarà gente che lo cercherà per strappare miracoli, favori e prodigi. Loro, quasi storditi, cercano altro. Vanno cercando qualcosa che solo a dirlo s’aggroviglia loro la lingua: «Rabbì, dove abiti?». Che tenerezza fanno: invece di essere sinceri e dirGli “cerchiamo Te, per questo ti stiamo alle calcagna”, se ne escono con uno sgrammaticato “dove abiti?”. Col rischio che Costui risponda loro: “Che ve ne importa?”. Invece no, appallottola i brogliacci delle previsioni, getta nel cestino il foglio di brutta copia e se ne esce con un invito, cioè una risposta raddoppiata alla meraviglia: «Venite e vedrete».
    Mica roba per spiriti molli: alzati e cammina. Alzati e mettiti in gioco. I più ci riusciranno, qualcuno stramazzerà a terra, altri lo calpesteranno. Gli ultimi lo inchioderanno: Lui risusciterà. Vanno e vedono il civico presso il quale abita. Ci rimangono pure: figurati se escono da quella casa del cuore. Ricordano tutto di quegli attimi, anche com’erano messe le lancette dell’orologio: «Erano circa le quattro del pomeriggio». Certi attimi sono per sempre: cambiano la vita. Quella loro e quella di chi in loro s’imbatterà: «Abbiamo trovato il Messia». Li condurranno a Lui non con lo sguardo, con le parole, con la vita: L’incontreranno che sono uomini, ne usciranno sentendosi più uomini. Ricorderanno dove L’hanno incontrato: non sapranno, però, dove Costui li condurrà.

    Per la riflessione personale

    La nostra fede si fonda su un Incontro.
    Io ho incontrato davvero Gesù nella mia vita?
    Mi sono lasciato trasformare da quell’incontro?
    Dio mi invita a dare un colpo di scintilla alla mia vita: cosa vuole dire per me, in questo momento?

  • Apr26

    Invece di Giovedì questa settimana il rosario in diretta streaming sarà LUNEDI 27 Aprile, sempre alle 17.00

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  • Apr24

    Sto alla porta e busso

    Dal Libro dell’Apocalisse (3,20)
    Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.

    Commento (Madre Teresa di Calcutta)

    Sono alla porta del tuo cuore, giorno e notte. Anche quando non stai ascoltando, anche quando dubiti che possa essere io, sono qui: sperando per il più piccolo segnale di risposta, il più piccolo segno di invito che mi permetta di entrare. E voglio che tu sappia che verrò ogni volta che mi inviti. Vengo in silenzio, non visto, ma con una potenza e un amore infiniti, portando i molti doni del mio Spirito. Vengo con la mia misericordia, con il mio desiderio di perdonarti e di guarirti, con un amore che va oltre la tua comprensione. Un amore presente in ogni dettaglio, talmente grande come l’amore che ho ricevuto dal Padre mio. “Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi”. Vengo ora per consolarti e darti forza, affinché ti possa alzare e fasciare ogni tua ferita. Ti porto la mia luce, per dissipare le tenebre in te e ogni tuo dubbio. Vengo con la mia potenza, che mi permette di arrivare a te; con la mia grazia, per toccare il tuo cuore e trasformare la tua vita. Vengo con la mia pace, per tranquillizzare la tua anima. Ti conosco come il palmo della mia mano, so tutto di te, ho contato perfino i capelli sulla tua testa. Non c’è nulla nella tua vita che non sia importante per me. Ti ho seguito negli anni e ti ho amato sempre, anche nei tuoi smarrimenti. Conosco ognuno dei tuoi problemi. Conosco le tue necessità e le tue preoccupazione e sì, conosco tutti i tuoi peccati. Però ti dico di nuovo che ti amo, non per quello che hai fatto o che non hai fatto, ti amo per quello che tu sei, per la bellezza e la dignità che il Padre mio ti ha dato creandoti a sua propria immagine. Si tratta di una dignità che hai spesso dimenticato, una bellezza che il peccato ha offuscato. Però ti amo per come sei e ho versato il mio sangue per la tua salvezza. Se soltanto lo chiederai con fede, la mia grazia toccherà tutto quanto ha bisogno di essere cambiato nella tua vita: io ti darò la forza per liberarti del peccato e di tutto il suo potere distruttivo. Io so cosa c’è nel tuo cuore, conosco la tua solitudine e tutte le tue ferite, i rifiuti, i giudizi e le umiliazioni. Io ho portato tutto questo sulle mie spalle prima di te. E l’ho fatto per te, in modo che tu possa condividere la mia forza e la mia vittoria. Conosco soprattutto il tuo bisogno di amore, so che sei così assetato di amore e di tenerezza. Ma quante volte hai voluto soddisfare la tua sete invano, cercando egoisticamente quell’amore, cercando di riempire il vuoto dentro di te con piaceri passeggeri, con il vuoto ancora più grande del peccato. Hai sete di amore? “Chi ha sete venga a me e beva”. Io ti soddisferò e ti riempirò. Hai sete di essere amato? Ti amo più di quanto tu possa immaginare, al punto di morire sulla croce per te. Ho sete di te. Sì, questo è l’unico modo con cui posso appena iniziare a descrivere il mio amore. Ho sete di te. Ho sete di amarti e che tu mi
    ami. Sei così prezioso per me che ho sete di te. Vieni a me, riempirò il tuo cuore e lenirò le tue ferite. Apriti a me, vieni a me, abbi sete di me, dammi la tua vita.

    Per la riflessione personale

    Sono convinto che il Signore mi conosce da sempre e sa tutto di me nonostante io creda di potergli nascondere qualcosa?
    Riesco a concepire un Amore così incondizionato per me?
     

  • Apr23

    Oggi, Giovedì 23 Aprile, recita in diretta streaming del S.Rosario.
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  • Apr22

    Perchè vi preoccupate?

    Dal Vangelo di Matteo (6, 26-29)

    Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.

    Commento (Vincenzo Paglia)

    Gesù ci invita a fare una scelta. Egli lo fa spesso con un vigore estremo. Noi abbiamo capito bene che il regno di Dio è incompatibile con il regno del denaro. In quel regno non si vende nulla. La vita è gratuita, come l’aria, come l’acqua, l’acqua soprattutto, senza la quale non
    c’è vita. E colui che ha ricevuto gratuitamente, deve dare gratuitamente. In questo regno, invece, tutto si compra. La prudenza raccomanda di essere previdenti e rapaci. Bisogna preparare l’avvenire, poiché è incerto. Ma l’avvenire ci sfugge. Esso appartiene a Dio. Fare la scelta del regno di Dio, scegliere di servire Dio escludendo ogni altro padrone, significa anche rimettersi a lui per l’avvenire: avere fede in Dio, al punto di non preoccuparsi per l’avvenire. È la nostra ricchezza, il nostro tesoro. È più sicuro per noi che tutto l’oro del mondo. Avere dell’oro da parte è un modo di assicurare il proprio avvenire. Ma un avvenire sulla terra, cioè a breve termine. L’avvenire di cui parliamo è grande come l’eternità. Su questo avvenire non abbiamo nessuna presa. Poco importa. Dio stesso se ne preoccupa per noi. Gesù si incarica di “prepararci un posto“. Il nostro avvenire è in buone mani. È sicuro. Perché farci tante preoccupazioni? Questo atto di fiducia, che Gesù esige, è anche una
    lezione di saggezza. Troppo spesso, con il pretesto di preparare l’avvenire, noi non viviamo più. Gesù è un maestro, non di noncuranza, ma di pacifica serenità. Non è possibile servire insieme due padroni, ossia il Vangelo e il mondo. Il cuore non può dividersi. Il Signore richiede ai discepoli un amore esclusivo, come d’altronde è il suo per noi. Il nostro, infatti, è un Dio geloso e pieno d’amore. Essere liberi dalla schiavitù delle cose, vuol dire affidarsi totalmente a lui, mettersi nelle sue mani. E Dio è un Padre vero che ha cura dei suoi figli e provvede alle loro necessità. Il Vangelo sembra dirci: “voi siete nati per il Signore. La vostra vita gli sta molto a cuore, più di quanto stia a cuore a voi stessi. Voi siete fatti per lui e per i fratelli“. Eppure, di questa fondamentale verità, che è il senso stesso della vita, noi ce ne occupiamo davvero poco (tanto meno ce ne preoccupiamo). E se molti restano senza cibo e vestito è perché altri non cercano il regno di Dio e la sua giustizia, ma solo il proprio tornaconto. La vera preoccupazione dei discepoli, dice Gesù, deve essere quella del regno, ossia della comunicazione del Vangelo, della edificazione della comunità e del servizio verso i poveri. Il discepolo che cerca questa “giustizia”, che è quella del regno, è sostenuto e difeso dal Signore in tutta la sua vita.

    Per la riflessione personale

    Che valore ha il denaro per me?
    Quanto mi preoccupo dell'avvenire mio e della mia famiglia?
    Questo pensiero totalizza la mia vita tanto da non «vivere» più?
    Riesco ad affidare al Signore il mio futuro anche nelle situazioni difficili che stiamo vivendo?